Diplomato all’Istituto d’Arte Oristanese nel 1982, successivamente all’Istituto Europeo di Design a Cagliari in Progettazione Artigiana. Tra gli anni 80 e 90, la sua ricerca pittorica è incentrata fra Surrealismo e Astrazione: esposizione nelle Gallerie “Carlo Contini”, “Il Cenacolo”, al “Chiostro del Carmine” di Oristano. Negli stessi anni lavora presso una cooperativa di ceramisti e collabora con scuole ed Enti Professionali. Ha preso parte a diverse iniziative: nel 1992 “Festival delle Arti” presso la Cittadella dei Musei a Cagliari, nel 1994 alla Fianarte di Milano fra i pittori premiati dalla rivista “Arte”, nel 1997 a Venturina per la Rassegna “Etruriarte”. In seguito segue dei corsi di incisione organizzati da G.Bosich, partecipa alla realizzazione di diverse cartelle d’Arte e illustrazione di racconti e poesie, come “Il Galoppo delle stagioni” del Poeta Oristanese Giuseppe Pau o il Racconto Breve “Il Filo Spezzato” di Serafino Mura. Nel 2001 ha partecipato, con altri 20 Artisti, alla Mostra itinerante sul tema dei “Cassetti Tipografici” organizzata dall’associazione “Arrastos”. Come Ceramista ha presentato le sue Opere in svariate rassegne: si ricordano la seconda edizione del “Concorso della Ceramica di Nove”, il premio “Arte della Ceramica “Salvatore Fancello” a Nuoro, la mostra “Di Segni e Di Sogni” al G 28 Gallery a Cura di Gianni Atzeni e Italo Medda.
Lo staff Sperandri

Cos'hanno in comune Juliette Binoche e Speranza Deriu? Entrambe sono
dolcissime maestre cioccolataie. La prima -si sa - è un'attrice
francese che interpretava un ruolo di primo piano nel film Chocolat, la
seconda è una donna di Scano Montiferro che vive quel ruolo ogni
giorno, nella sua fabbrica di cioccolati: la Sperandri.
Nasce a
Ossi (ma soltanto perché in quel momento i genitori, di Scano, si
trovavano lì durante la guerra), 56 anni fa. Vive nel piccolo paese
dell'oristanese fino a 17 anni, poi parte alla ricerca di un lavoro:
destinazione nord Italia, Torino, patria italiana del cioccolato. "Come
facevano tanti sardi in quel periodo anche io sono partita, ma senza
sapere cosa avrei fatto". L'unico impiego che trova è presso una
fabbrica di cioccolati, la Croci, dal cognome della padrona. Si trova
molto bene e si appassiona alla sua nuova occupazione.
Lavora qui
dal 1963 al 1968, data nella quale le viene ceduta l'attività dalla
signora Croci. L'azienda cambia nome e diventa Sperandri snc (unione
del nome di Speranza e quello della sorella Adriana, sua socia). Per
oltre trent'anni Speranza continua a lavorare a Torino, ma nel 2000 la
cioccolataia parte ancora, o meglio, decide di tornare nella sua isola
e di portare con sé la propria esperienza e anche la sua fabbrica. Sì,
perché adesso la Sperandri snc non è più solo a Torino, ma anche a Suni
dov'è diventata Srl. "Stavo bene a Torino, ma volevo tornare in
Sardegna anche per insegnare il mestiere che
amavo, e amo, ai
miei familiari, che magari avrebbero potuto continuare con L'arte del
cioccolato". Suo nipote Roberto Cambula, 27 anni, di Scano, non ha
esitato neanche per un istante a lasciare l'Università, "studiavo
Scienze Forestali a Nuoro, ma temevo che il lavoro tardasse ad
arrivare. Per questo, quando mi è stata data questa possibilità ho
accettato immediatamente e con entusiasmo". Con la stessa passione
parla Miriam, di Tonara, fidanzata di Roberto, laureata a Nuoro. "Anche
io non ho avuto dubbi. È un lavoro che dà tantissime soddisfazioni e
che sono molto contenta di avere imparato". In
pratica, dal suo
arrivo Speranza ha trasmesso la sua arte per oltre un anno, fino al
settembre 2001, data di apertura dell'azienda in Sardegna. In questo
momento i dipendenti sono sette, a settembre raddoppieranno, saranno
quattordici.
Per parlare di vero fatturato è ancora troppo
presto, vista la recente apertura dell'attività, "ma visti i clienti
che abbiamo servito durante i periodi festivi trascorsi, (Natale 2001 e
Pasqua 2002), siamo molto ottimisti". I prodotti?
Cioccolatini dalle forme e gusti più disparati, nati da anni di esperienza,
gusto e amore per questo prodotto straordinario e tanto da accontentare
i palati più esigenti e chi di cioccolato doc se ne intende: si va da
quelli semplici a quelli liquorosi ripieni di Rum, Cointreau, Mirto e
Limoncello, per arrivare a quelli cremosi con dentro crema di noci,
nocciole, mandorle e caffè macinato. La Sperandri non è solo
cioccolatini, ma gelatine di frutta, uova di Pasqua, cioccolato senza
zucchero. "Puntiamo soprattutto sulla qualità.
Scegliamo solo
cioccolato purissimo, fatto col burro di cacao, e non con olî vegetali,
che hanno certo un prezzo inferiore ma anche una qualità molto
inferiore, per la gelatina utilizziamo succo di frutta puro e zucchero,
"non possiamo avere tutta la frutta dalla nostra isola ma lo zucchero
proviene esclusivamente dalla Sardegna, e per sostituire il glucosio
nel cioccolato usiamo un prodotto naturale, il maltitolo, ricavato
dall'amido di mais". Sicuramente è dura competere con la grandi case di
dolciumi, esistenti in Italia. Ma in questo altipiano fra Macomer e
Bosa sono molto tranquilli, "il nostro è un mercato in un certo senso
ristretto, non serviamo le grandi catene di supermercati ma solo
pasticcerie e negozi specializzati, è un mercato che ci dà molte
soddisfazioni". Il viaggio più lungo che hanno fatto i loro prodotti?
States, California, destinatari una catena di pasticcerie
specializzate, la Gary Lully. Qual è il fiore all'occhiello?
"Abbiamo due punti di forza. Sicuramente la qualità perché il nostro
cioccolato ha la certificazione del prodotto (iso 9200, iso 14000), e
poi i giovani, la loro voglia di riuscire, di continuare questo
mestiere e di crescere sempre di più con questo". Il punto debole? È
"ancora una volta la burocrazia". Ma in questo dolcissimo laboratorio
mangiano cioccolato? Dice Speranza Deriu:
"Vivo dal cioccolato, ma vivrei di solo cioccolato".
SPERANDRI
REGIONE ZONA INDUSTRIALE 1
08010 SUNI (OR)
A
Sant’Antioco le vigne
affondano le radici nella sabbia.
E in 2750 anni di storia.
Due millenni fa uno sconosciuto
navigatore fenicio portò a Sant’Antioco il vitigno
di Carignano. Nei secoli nacquero vigne a un passo dal mare, su
un terreno sabbioso, a volte su finissima sabbia bianca.
È un
terreno così particolare e difficile che quando cento anni
fa la filossera distrusse le vigne di tutta Europa non poté nulla
contro le nostre viti. Per questo abbiamo ancora le vigne su piede
franco, non innestate, e viti che hanno più di 150 anni.
Sono le discendenti dirette di quella che portarono i fenici.
I
nostri vini nascono da queste vigne, da quelle viti e dalle loro
discendenti, su questa sabbia. Ecco, ora sapete tutta la storia.
Così quando li gusterete saprete a chi rivolgere un ringraziamento.
CANTINE
SARDUS PATER S.C. A R.L.
sede legale e stabilimento: Via della Rinascita, 46 - 09017 sant’antioco
(ca)
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